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SICILIA - NEONATO MORTO DOPO 2 INTERVENTI ‘FALSA PERIZIA’, MEDICI INDAGATI
Fonte: livesicilia.it - 27/06/2020
La battaglia dei genitori del piccolo Luigi, deceduto a dieci giorni dalla nascita: "Giustizia per nostro figlio"
Era metà luglio del 2016 e da quando ‘Luigino’ ha chiuso gli occhi per non riaprirli mai più, Norina e Giuseppe Messina si battono per conoscere la verità. Oggi per l’ipotesi di ‘falsa perizia’ ci sono quattro nomi sul registro degli indagati dalla Procura di Catania. Si tratta di Orazio Cascio, Filippo Dones, Enrico Reginato e Angela Motta, ovvero i consulenti tecnici nominati dal pm nella prima fase delle indagini e il primario dell’Utin dell’ospedale etneo. Era stata l’associazione “Aria Nuova”, assistita dall’avvocato Antonio Cozza, e da sempre al fianco dei genitori del bambino in questa battaglia, a integrare la denuncia che coinvolge i medici che hanno effettuato la consulenza: il procedimento era stato inizialmente aperto contro ignoti “nonostante siano ben definite le condotte contestate e i soggetti che le hanno poste in essere”, aveva sottolineato il legale rappresentante dell’associazione nella sua memoria difensiva.

Quello attuale, è il risultato del prosieguo delle indagini che hanno anche rischiato lo stop, lo scorso anno. A dicembre Il gip Giovanni Cariolo ha rigettato la richiesta di archiviazione sottolineando “la necessità di procedere ad ulteriori attività tecniche di integrazione dei risultati offerti dai consulenti del pm, anche introducendo specifiche professionalità con specializzazioni ulteriori rispetto a quelle dei professionisti già incaricati, anche uno specialista neonatologo”, e lo scorso gennaio la procura ha nominato i nuovi consulenti, riaccendendo la speranza per i genitori del piccolo Luigi. “Non ci fermeremo davanti a nulla – dice il padre, Giuseppe Messina -. Mio figlio dovrebbe essere qui insieme alla sua sorellina, invece ci è stato strappato per un intervento che doveva essere di routine, come ci era stato più volte ripetuto”

La disperazione dei genitori. “Dopo quella operazione il bambino non si è più ripreso, fino al decesso – continua Messina -. La cosa peggiore è che i medici nella loro relazione riconoscono l’errore, ma attribuiscono il decesso del bambino ad una fantomatica prematurità, che nei verbali non viene nemmeno indicata. Dall’esame autoptico e dagli esami successivi sugli organi di mio figlio è stato chiaro che anatomicamente e morfologicamente tutto era nella norma e aveva raggiunto la piena maturità. Luigino è stato ucciso, la sua vita è stata spezzata ancor prima di cominciare. Io e mia moglie guardiamo la sua sorellina crescere e abbiamo contemporanemante il cuore a pezzi per lui. Non si può accettare una morte del genere, chi ha sbagliato dovrà pagare per l’errore che ha fatto. Nessun altro bambino deve fare la fine del nostro Luigi”.
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