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STORIA AGGHIACCIANTE - BIMBO DI SEI ANNI SEVIZIATO DALLA MADRE E DAL COMPAGNO PER MESI. DICIOTTO ANNI DI CARCERE PER LA COPPIA
Fonte: leggo.it - 28/05/2020
Segregato in casa. Costretto ad assistere ai continui amplessi della madre e del compagno e a quelli dei numerosi clienti della donna. Picchiato, minacciato con un coltello e insultato di continuo. Per un bambino di 6 anni l'inferno durato almeno due mesi. Fino alla liberazione avvenuta nel febbraio 2016, quando gli agenti della Squadra mobile di Terni diretta da Alfredo Luzi hanno arrestato la giovane coppia, all'epoca 25 anni lei e 30 lui. Ieri il tribunale di Terni in composizione collegiale ha condannato lui a 18 anni di carcere e lei a 10, erano  accusati di corruzione di minorenne, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata nei confronti del figlioletto della donna.
Una storia agghiacciante che è emerse grazie alla segnalazione di una vicina di casa e alle indagini rapide ed incisive della polizia, che al'epoca hanno trovato l’appoggio del magistrato Elisabetta Massini e quello del giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno pronto a firmare in tempi record l’ordinanza di custodia in carcere per l’uomo e la donna.

La segnalazione è arrivata dopo che il bimbo era stato lasciato nudo in lacrime sul pianerottolo per quasi un’ora. Ma nessuno in Questura pensava di trovarsi di fronte all’orrore poi filmato in ogni particolare dalle telecamere nascoste dalla polizia.
Per Angelo (nome di fantasia) l’incubo ha avuto inizio i primi giorni di settembre del 2016 quando la donna, 25 anni, è andata in Romania per prendere il figlioletto che ha sempre vissuto con i nonni materni. Sembrava un ricongiungimento dettato dall’amore, mentre l’intento purtroppo era ben altro, forse quello di farlo prostituire. E’ stato così portato in un appartamento in un palazzo nei pressi del centro dove la rumena da qualche tempo conviveva con il connazionale di 30 anni, disoccupato e senza precedenti penali.

I due si accoppiavano di continuo anche contro natura davanti a lui. L’impressione che lo facessero apposta. Il sospetto degli inquirenti è che il fine potesse essere quello di coinvolgerlo in filmati pedo pornografici o addirittura di venderlo a qualche cliente depravato. Un sospetto nato dal modo in cui tentavano di annullargli la personalità. Chiuso in una casa come in una gabbia, denudato e rasato. In più chiamato con disprezzo con nomignoli femminili. Quando sono stati fermati, lei ha iniziato a disperarsi, lui si è fatto ammanettare senza dire una parola. Lei, in lacrime, ha sussurrato al poliziotto: «Ma noi neanche ci droghiamo, che male abbiamo fatto?».
Angelo è stato prima portato in  una struttura protetta, poi è stato ricollocato  dai nonni paterni, che lo hanno consegnato inconsapevolmente a quelli che si sono trasformati nei suoi aguzzini.  
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