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"FIUMI" DI MARIJUANA FRA LICATA E CANICATTÌ, SCATTA L'OPERAZIONE "SAN MICHELE": 4 ARRESTI. AVREBBE COMPORTATO UN RICAVO DI OLTRE 5 MILIONI DI EURO
Fonte: agrigentonotizie.it - 22/09/2019
AN Redazione
I poliziotti della Squadra Mobile e quelli dei due commissariati cittadini hanno sequestrato un totale di 4.375 piante di Canapa indica, per un peso complessivo di 3662 chilogrammi, e due chili di hashish. Tutta la droga, se immessa sul mercato, avrebbe comportato un ricavo di oltre 5 milioni di euro
Sono state sequestrate un totale di 4.375 piante di marijuana, per un peso complessivo di 3662 chilogrammi, nonché due chili di hashish. Quattro le persone arrestate dalla polizia di Stato nel giro di pochissimi giorni - l'operazione antidroga è stata denominata "San Michele" - in quella che è ritenuta "una piazza fiorente" per la coltivazione delle sostanze stupefacenti: a Licata. Ad occuparsi delle articolate e complesse indagini è stata la Squadra Mobile della Questura di Agrigento, che è coordinata dal vice questore aggiunto Giovanni Minari, e i poliziotti del commissariato cittadino con il testa il commissario capo Sergio Carrubba. I poliziotti si sono, naturalmente, mossi con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento che è diretta dal procuratore Luigi Patronaggio. Tutta la droga sequestrata, se immessa sull'illecito mercato dello spaccio, avrebbe portato - secondo la polizia - ad un possibile guadagno di oltre 5 milioni di euro.

Lo scorso 11 settembre, in contrada San Michele a Licata, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una piantagione di marijuana. A gestirla - secondo l'accusa di polizia e Procura - i coniugi Francesco Bruna di 43 anni ed Angela Cammilleri di 34 anni. La perquisizione ha permesso, quel giorno, di rinvenire 4 tunnel dove venivano illecitamente coltivate le piante di Cannabis indica. All'interno di quei tunnel c'erano 250 piante, alte tra un metro e un metro e mezzo, per un totale di 247 chilogrammi. All'interno di un garage di pertinenza del fondo agricolo - ha ricostruito la polizia di Stato - sono stati sequestrati altri 77 grammi di stupefacente. Entrambi i coniugi sono stati posti ai domiciliari, provvedimento poi convalidato dalla Procura
Il 17 settembre, in contrada Cantacaglione sempre a Licata, è stata rinvenuta e sequestrata - dai poliziotti della Mobile e da quelli del commissariato cittadino - una piantagione di marijuana gestita, secondo l'accusa, da Angelo Marzullo di 47 anni. Sette i tunnel scoperti dove venivano - hanno ricostruito i poliziotti, durante una conferenza stampa svoltasi al commissariato di Licata, - coltivate 575 piante alte tra 1,4 e 1,6 metri, per un totale di circa 725 chili. Marzullo è stato arrestato e portato alla casa circondariale Di Lorenzo di Agrigento.

Il 20 settembre, infine, in contrada Petrullo in territorio di Canicattì, la Squadra Mobile e i poliziotti del commissariato di Licata - assieme ai colleghi del commissariato di Canicattì che è diretto dal vice questore Cesare Castelli - hanno individuato un magazzino utilizzato per l'essiccazione di una ingente quantità di marijuana. Piante già raccolte e nella disponibilità di Vincenzo Tardino, 38 anni, "soggetto autorizzato - scrivono dalla polizia di Stato - alla coltivazione di cannabis industriale per scopi leciti". La perquisizione, all'interno del magazzino, ha permesso di rinvenire 3.550 piante alte 1,5 metri per un totale di circa 2.650 chilogrammi, oltre ad una parte esigua - di circa 30 chili - che risultava essere di lecita coltivazione. Tardino, dopo le formalità di rito dell'arresto, è stato portato al carcere di contrada Petrusa ad Agrigento.
A tutta questa "roba" posta sotto sequestro vanno ad aggiungersi anche i due chili - otto panetti, complessivamente, - di hashish che era stato sequestrato, a carico di ignoti, proprio a Canicattì. Arresti a raffica e sequestri dimostrano, concretamente, l'attenzione della polizia sul fenomeno della coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti, ma evidenziano anche la massima professionalità - dei poliziotti - nello svolgimento delle indagini che arrivano all'identificazione e all'arresto dei presunti responsabili di reati che hanno un fortissimo patto sociale.  
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